mercoledì 12 ottobre 2011

L'angolo del Nano 2

Interrompere un Incantesimo
Avevo cominciato a scriverlo nel commento al precedente post, ma preferisco parlarne a parte; dunque la domanda è che svantaggi comporta essere attaccato in corpo a corpo per un incantatore?
1) se l'incantesimo richiede Concentrazione, attaccare l'incantatore fa fallire automaticamente il lancio; eventualmente, a discrezione del GM, può effettuare un tiro EGO (con -1 ogni 2 STUN subiti) per evitare di perdere l'incantesimo.
La concentrazione va mantenuta fino alla prossima fase, il che significa che per un incantesimo costante è possibile far perdere l'incantesimo per tutto l'arco delle fasi, anche attaccandolo dopo che l'incantesimo è stato lanciato.
Esempio: uno stregone ha SPD 3, quindi agisce alla 4, 8 e 12, e lancia una Pioggia di Fuoco, incantesimo costante che fa danno ad area. Può venire attaccato nel segmento 4 da un personaggio con DEX minore (quindi dopo aver lanciato l'incantesimo), nel segmento 8 da un personaggio con DEX maggiore (ovvero prima che agisca nuovamente lui), oppure può venire attaccato nel segmento 6 da un personaggio con SPD 4. In tutti i casi, se subisce danni può perdere l'incantesimo.
Se l'incantesimo è istantaneo, parte nel momento in cui effettua il lancio dell'incantesimo (effettua il tiro, per esempio); colpirlo prima che cominci a lanciare o dopo che l'incantesimo è già stato lanciato, non sortisce effetto. In quel caso ha senso posticipare l'azione in modo da colpire l'incantatore mentre sta lanciando l'incantesimo; se un personaggio è più lento può posticipare la sua azione della fase precedente.

2) Se l'incantesimo non richiede concentrazione, bastonarlo non inficia il lancio dell'incantesimo. Altri effetti possono comunque essere ottenuti:
2a. Stordire l'incantatore, ovvero infliggergli con un singolo attacco STUN pari o superiore alla CON, gli impone di perdere la sua successiva azione per riprendersi dallo stordimento, e pertanto non può lanciare incantesimi, viene inoltre interrotto il lancio di un incantesimo con Extra Time: Extra Segment o superiore, e fermato un incantesimo costante attivo.
Nel caso di Attacco Multiplo (Multiple Attack) il danno eseguito dai vari attacchi viene calcolato separatamente; sinceramente non ricordo se in caso di attacchi combinati di più attaccanti (più persone che attaccano con il Multiple Attackers Bonus dovuto a un tiro Teamwork ottenuto con successo) ma dubito
2b. Bloccare l'incantatore con l'uso di una manovra di Grab (afferrare; -1 OCV e -2 DCV) oppure con un Entangle; questo impedisce all'incantatore di lanciare incantesimi che richiedono gesti o l'uso di focus (ciò se non erro è sempre vero per la maggior parte di incantesimi arcani ma non sempre per incantesimi divini); particolari incantesimi come parole di potere possono essere comunque lanciati.
A discrezione del GM, fare attacchi mirati possono dare penalità; se miri a una mano mentre sta gesticolando, potresti interrompere l'incantesimo (tiro per colpire con -6 OCV; il danno inflitto è ridotto, ovviamente). Essendo a discrezione del GM non ho idea di quanta sia la penalità, ma orientativamente userei le stesse regole della concentrazione. Analogamente, per interrompere un incantesimo istantaneo bisogna ritardare l'azione al momento del lancio.
2c. Silenziare l'incantatore con un incantesimo apposito (costruito come Darkness Hearing) gli impedisce di lanciare un incantesimo con componente vocale; se l'incantatore è semplicemente Assordato (con Flash Hearing) dovrebbe avere delle penalità; ora non mi ritrovo dove parlava di queste penalità, ma sono opzionali a discrezione del GM (io direi dell'ordine di un ulteriore -1 per Punto Attivo dell'incantesimo). In maniera analoga a quanto prima, a discrezione del GM, si può scegliere di fare un Grab per azzittire l'incantatore tappandogli la bocca ma ovviamente in quel modo rimane libero di gesticolare. Anche fare un attacco diretto alla gola (con un -9 se non erro) può a discrezione del GM impedire il lancio dell'incantesimo con componente vocale (di fatto, lo ammutolisce per un po')
2d. Disarmare l'incantatore ovvero togliergli i Focus; questo è valido solo per alcuni specifici casi, ma può avere i suoi begli effetti: togliere al mago il suo bastone del potere che usa per lanciare incantesimi è sicuramente molto utile. Ma a parte quello, fargli cadere dalla mano il componente materiale, l'amuleto, il simbolo sacro, lo strumento musicale, o quello che è, impedisce completamente il lancio dell'incantesimo. Attenzione che alcuni focus possono essere piuttosto difficili da togliere con un attacco; togliere di mezzo il bastone del potere è relativamente facile, mentre sfilare un anello o un amuleto dal collo può richiedere un Grab e un turno intero di tempo.
Analogamente a quanto detto per un incantesimo che richiede gesti, colpire la mano o l'arto che deve manipolare il focus può prevenire l'uso del focus, a discrezione del GM; non tutti i tipi di Entangle o Grab però prevengono l'uso di focus.

Come sempre ne "L'Angolo del Nano", sono spiegazioni di come funzionano certe dinamiche di combattimento; non sempre si applicano a tutti i casi specifici: un mago umano può lanciare un incantesimo tramite formule magiche, gesti arcani, focus e concentrandosi, in quel caso è molto facile impedirgli di lanciare un incantesimo. Un sacerdote può essere più difficile perché può decidere di comprarsi gli incantesimi senza determinati svantaggi, di fatto rendendo l'incantesimi molto più costosi ma più difficilmente interrompibili.
Una creatura altamente magica tipo un demone potrebbe essere in grado di lanciare incantesimi senza suddette limitazioni, in quel caso l'unico modo di fermarlo è tenerlo stordito...

martedì 11 ottobre 2011

Prologo - parte due

Poco Prima
Era come un dormiveglia. Sospeso in un continuo dondolio tra sogno e realtà. Da quanto tempo ormai? Non ricordava. Nella profondità in cui era stato relegato era tutto falsato, tutto distorto. Il tempo aveva presto perso senso, allungandosi e accorciandosi seguendo una volontà che gli era estranea. Luci e suoni arrivavano confusi ed esagerati. Un caleidoscopio in cui era impossibile intravedere forme e percepire significati. Delle volte un colore e un rumore prendevano il sopravvento e tutto si uniformava in un unica voce. Il grido cromatico di una sensazione divenuta quasi palpabile. C'erano dei momenti in cui sembrava che fosse sul punto di risvegliarsi. Nell'apice del suono-colore qualcosa intorno a lui cambiava, e allora riusciva a districarsi, a fare ordine, a ritrovare i contorni.
La prima volta che accadde venne quasi colto di sorpresa. I mille raggi che lo accecavano si abbassarono di colpo a formare una stanza di un edificio di pietra dal tetto in paglia. Anche le urla che lo assordavano diminuirono, come se si stessero sfilando ad una ad una dal coro. Sentiva il rumore della pioggia fuori, il freddo diffuso dell'umidità, il tepore del caminetto acceso. Le urla finirono di sfilarsi lasciandone una sola, quella di un uomo. Era anziano e se ne stava lì, in ginocchio davanti a lui, la sua mano sulla testa canuta. Urlava ad occhi chiusi. Nei contorni del suo campo visivo intermittenze rosse si attenuavano in mezzo a ramificazioni verdi. Il verde finì per coprire tutto. Si sentì ricacciato nell'abisso. Era sempre un attimo, e si portava il gusto dell'aria dopo l'apnea forzata.
La seconda volta arrivò meno bruscamente. Tutto si attenuò fino a lasciare un unico ritmo, il suo respiro affannoso, e le scure tonalità di un bosco di conifere. L'ambiente si aprì in una radura. Tutto intorno vigeva un'aura di equilibrata serenità. Pietre dalle dimensioni di un uomo delimitavano un'area circolare. Al centro di questo circolo di pietre solo un albero. Si avvicinò lentamente. Ondate blu montavano dal basso. L'albero era secco e grigio, eppure le sue fronde ospitavano foglie piene di vigore, benché fossero del marrone dell'autunno. Si chinò e cominciò a scavare a mani nude ai piedi dell'albero. Sentì il dolore della terra che feriva le dita. Poi il blu si prese tutto.
Questa volta, invece, era stato come un colpo di gong nel pieno del silenzio della notte. Lampi rossi e bianchi si alternavano. C'erano a torce, a rischiarare un'oscurità sotterranea. C'erano boccette di liquidi colorati e viscosi, cadaveri di piccoli animali ed erbe, tutto alla rinfusa sul pavimento. E c'era, su un tavolaccio, una donna, legata e imbavagliata, gli occhi spalancati dal terrore. Il rosso divenne predominante. Scagliò un lungo bastone lontano da sè, nel buio. Il rosso ormai era solido e madido di furia. La sua coscienza vacillò investita da scosse di pura frustrazione. Poi uno strappo improvviso e si trovò a percepire la ruvida superficie di un pensiero in mezzo al caos di pulsazioni carminie: "Non funziona. Serve più potere. Molto più potere." Il colore nero entrò in scena e ballò con il rosso in lunghi cerchi concentrici. Le sue mani si strinsero sul collo della donna. Al centro del gorgo nero la sua immagine apparì sempre più lontana, sempre più lontana, finché ogni cosa sfumò nuovamente nell'indistinto clamore della sua infinita stasi.

domenica 9 ottobre 2011

Prologo - parte uno

Molto Prima
Julius Faberia si era sempre considerato un uomo di stile. Benché di umili natali, aveva presto imparato ad apprezzare la cura nei dettagli, e oggi non faceva eccezione: tunica di morbidissima lana dei Durrankin, porpora, perché la stagione lo impone; lettino ricoperto di cuscini di seta di Ochalea, imbottiti delle migliori piume d'oca ed impreziositi da ricami dorati; vino elfico d'importazione e ciliege albensi, porte con molta grazia da una giovane hattiana dai capelli dorati; leggera brezza, cortesia delle due ragazze delle isole di perla - molti optano per un piccolo elementale dell'aria, ma non è neanche lontanamente la stessa cosa.
Su questo pensiero concluse di masticare voluttuosamente la ciliegia che aveva in bocca e la sputò in avanti, non senza una certa soddisfazione. Il nocciolo volò senza difficoltà oltre il bordo della piattaforma fluttuante perdendosi nella calca spaventosa una decina di metri più in basso. Migliaia di persone affollavano il lungo avvallamento, rimestandosi continuamente in un turbinio di umanità, alla ricerca del punto migliore da cui osservare lo spiazzo centrale, dove per il momento, solitario, in un vuoto dal diametro di un'arena, stazionava una figura nobilmente togata in blu, che sembrava non curarsi del trambusto intorno.
Julius si concesse un breve sorso da una coppa e si guardò intorno. Più o meno alla stessa altitudine della sua piattaforma si libravano, punteggiando tutta l'area, altre persone. Tappeti magici, scope volanti, piattaforme come la sua, poche per fortuna, normali incantesimi del volo e addirittura bestie volanti di vario genere. Chi poteva, aveva trovato il modo per evitare la massa sottostante. Gli alpathiani, ovviamente, erano tutti lì, ad attendere il loro campione.
In quel preciso momento, con uno schiocco penetrante, il campione apparve uscendo da una frattura luminosa alcuni metri di fronte alla figura togata, anche se sarebbe più corretto dire che caracollò fuori. Dopo qualche passo in avanti per assecondare il moto, il campione si fermò e sembro ritrovare l'equilibrio agitando un po' le braccia davanti a sè. La folla reagì prima con un silenzio allungato, coincidente all'ingresso magico, per poi prodursi in una nugolo di fischi misti a risate. Julius fece un cenno alla bionda ragazza. -Smeraldi.- Poi ci ripensò, il verde avrebbe falsato i colori dello spettacolo, perciò rimandò indietro la scatolina che gli era stata portata. Nel frattempo il campione alphatiano si stava passando le mani sulla tunica per pulirla, poi si raddrizzò, lasciando trapelare una vaga aura di minaccia che attenuò quasi completamente i fischi, ed infine fissò il proprio avversario. Il togato si produsse in una specie di riverenza. Lasciava la prima mossa all'alphatiano. Passò qualche istante di tensione montante. Julius si accomodò meglio, il mento tra le mani raccolte, tutta l'attenzione ai due sfidanti. L'alphatiano spostò lievemente verso l'esterno la gamba sinistra, intonando le prime parole dell'incantesimo, la mano sinistra roteva su su sè stessa intrecciando ghirigori arcani mentre il braccio destro venne alzato per poi essere subito riabbassato. Sabbia e polvere sotto i suoi piedi cominciarono a girare circolarmente per effetto del movimento dell'aria. Quando il braccio scese, la perturbazione dell'aria compressa dalla magia era ormai visibile, e puntava diretta verso il togato. Quest'ultimo era già pronto. Con gesti e parole apparantemente semplici evocò una parete di energia viola traslucente su cui il getto d'aria s'infranse, lasciandolo illeso. Il togato poi fece qualche passo indietro, allontandosi dalla sua creazione e mantenendo il contatto visivo col suo avversario. L'alphatiano, per tutta risposta, scaricò contro la parete un fulmine indirizzandolo con le proprie mani. L'attacco produsse un rumore metallico sfrigolante e una fontana di scintille verdognole, a contatto con la parete. La folla, per quanto problematico fosse, fece un passo indietro in tutte le direzioni. L'uomo togato sembrò rilassarsi, fece un respiro, giunse le braccia dall'alto verso il basso, profferendo alcune parole. Il mago alphatiano sembrò non accorgersi del rumore di terra e roccia che si frantumavano e ricomponevano dietro di lui. Solo all'ultimo, percependo le urla anomale del pubblico alle sue spalle, si girò, vedendo la grossa forma umanoide rocciosa che era sorta. L'elementale calò entrambi i suoi enormi pugni su di lui, quasi franandogli contro e per, un attimo, non si vide altro che roccia e polvere. La vallata trattenne il respiro, ma ci volle poco perchè si potesse vedere l'alphatiano a terra, graffiato e impolverato, dove evidentemente si era gettato per evitare di essere colpito. L'elementale affondò ancora i pugni, e questa volta il mago sfuggì involandosi sopra di lui.
-Che cosa teatrale...- Disse con leggero biasimo una voce che colse Julius parzialmente di sorpresa, ma che conosceva.
-Conosci un modo migliore di un duello per decidere chi sia il praticante più potente?- Rispose senza distogliere lo sguardo dallo scontro.
-Certamente. Tuttavia mi riferivo a questo tuo baraccone di pedana volante.-
-Oh, perfavore!- Replicò mentre mangiava un piccolo grappolo di ciliegie. -E' solo il minimo per distinguermi dalla vulgata. Vino?-
-Ti ringrazio, ma preferirei sbrigare subito i nostri affari.-
-Come vuoi. Ute?- disse verso la bionda hattiana. -Il pacco della signora. E' sotto il lettino.-
-Julius! E' proprio sotto di te e devi farti servire?- Disse contrariata.
-Servire, servi. Credevo che il concetto fosse quello. Piuttosto...- Dalla vallata arrivò un boato. Il togato aveva bloccato il volo dell'alphatiano con la proiezione di una mano gigante. -...che razza d'incantesimo hai usato per apparire così silenziosamente?- E nel concludere la frase si voltò finalmente verso la sua interlocutrice: una donna dai capelli grigi, il volto segnato dall'età, e due profondi occhi di colore violaceo.
-Roba di mia creazione. E questo ti basti.-
-Non è il primo trucchetto che ti vedo tirar fuori.- Prese l'involto lungo poco più di un braccio che gli passò la ragazza. -Mi chiedo perchè una praticante con le tue abilità abbia bisogno di me per lavoretti come questi.- Fischi accompagnavano una serie di contromagie con cui l'alphatiano si liberava di vari incantesimi che lo bloccavano.
-Ognuno ha le sue specialità. E poi tu sei uno dei migliori. Di sempre.-
Julius rise. -Troppo buona.-
-Informata.- Disse con un cenno del capo e un sorriso. -Hai avuto problemi?-
-Non è il tipo di lavoro che in genere mi viene commissionato. Poi, quella pietra... sembrava che mi guardasse.- Gli passo l'involto. -Cosa c'è dentro?-
-Non guardi più il duello?- Rispose, mentre prendeva l'oggetto.
Fece un soffio di sufficienza. -Sono qui tanto per dire che c'ero. E' un giorno importante. Ma l'esito è scontato: Trenzantenbium vince sicuro.-
-Lo credo bene. L'incontro è truccato.- Disse lei con spontaneità.
-Oh, questo è tipico di chi sa di perdere. Un cliente è un cliente, ma la tua gente oggi smette di comandare. Via! Si va per conto nostro.- Replicò piccato. Poi, per paura di aver esagerato, aggiunse. -Niente di personale.-
Rise divertita, come se stesse discutendo con un bambino. -Fidati. E' drogato di Zzonga.-
Julius tornò a guardare l'incontro. L'alphatiano stava immobile, tutta la sua attenzione dedicata a controllare il fulmine globulare che danzava letale per il campo di battaglia, mentre il togato, Trenzantenbium, si era già diviso in una mezza dozzina d'immagini. "No, non poteva essere... però effettivamente quell'arrivo così goffo... e quasi sempre in ritardo in tutte le fasi del combattimento..."
-Mettiamo che sia così, come fai a saperlo?- Gli chiese continuando a fissare i due duellanti.
-Ho studiato.- Rispose lei, ancora più divertita.
Julius si girò per ribattere qualcosa, ma accanto a lui non c'era più nessuno.

L'angolo del Nano 1

Il nano, si sà, è ppooo fffii.
Ma essere ppooo fffii non serve niente se si è morti o se il party è morto, e contestualmente alle varie piccole sessioni di "menaggio", potrebbe essere utile parlare di qualche tattica di gioco. Eh sì, perché una delle caratteristiche dell'Hero System è proprio che permette una ampia flessibilità di gioco durante le scene d'azione e i combattimenti, permettendo diversi approcci e diverse modalità; mentre nel classico OD&D ci si limitava a "mago spara incantesimi, guerriero si avvicina e mena, Frollo viene picchiato di botte" questo stesso approccio potrebbe non sempre essere valido.
Un primo esempio che mi viene in mente sono gli incantatori e gli attacchi a distanza.
Un incantatore, che sia arcano o divino, probabilmente avrà un ampio arsenale di attacchi a distanza e li userà per colpire da grande distanza il gruppo. La reazione immediata è rispondere al fuoco e colpirlo con la maggior parte di armi a distanza a disposizione.
Questo potrebbe essere valido per un incantatore pallettaro, e lo scontro tra due maghi che si lanciano incantesimi da un capo all'altro del campo di battaglia sarebbe sicuramente interessante... me sicuramente non è valido per i combattenti corpo a corpo.
Perdere una fase intera per estrarre l'arco e scoccare significa subire un attacco ulteriore (l'arco richiede mezza fase per incoccare e una fase d'attacco per scoccare; le balestre sono ancora più lente; le armi da tiro hanno portata molto ridotta)
Per contro, se si può accettare il rischio di essere colpiti da un incantesimo, un uomo normale può correre fino a 12 metri con una fase completa, 24 rinunciando alla sua difesa (sacrificio fattibile da un personaggio con bassa DCV e alta difesa, oppure contro attacchi ad area che usano una DCV3 e non la DCV del personaggio)
E una volta sotto al mago? non è D&D e non è detto che un attacco possa interrompere il lancio di un incantesimo; si corre quindi il rischio che una volta arrivati corpo a corpo il mago continui a lanciare incantesimi.
Tuttavia
a) se l'incantantore lancia un incantesimo che richede Concentrazione ha una DCV più bassa e inoltre può perdere l'incantesimo se l'attaccante ritarda l'azione e lo colpisce durante il lancio dell'incantesimo
b) se atterrato o stordito, l'incantatore non può castare; ovvero può castare ma potrebbe non essere in grado di individuare il bersaglio
c) se le spadate non fermano l'incantatore, afferrarlo e trattenerlo gli impediscono sicuramente di gesticolare
d) molti combattenti corpo a corpo fanno molto più male in corpo a corpo che a distanza
e) l'incantatore non potrà usare incantesimi ad area contro bersagli vicini
f) sovente gli incantatori sono molto più fragili
g) usando l'abilità teamwork è possibile fare attacchi combinati: in questo modo la vittima ha delle penalità alla DCV a seconda di quanti attacchi combinati subisce; colpire in tanti un singolo bersaglio diventa quindi una cosa particolarmente vantaggiosa

Non si può pienamente generalizzare, ovviamente: un elementale del fuoco potrebbe essere molto ostico da affrontare in corpo a corpo nonostante essenzialmente attacchi a distanza, e un drago potrebbe essere più letale con i suoi attacchi corpo a corpo che con quelli a distanza; genericamente parlando però rimanere statici in una situazione del genere significa solo diventare facili bersagli.

Ovviamente, questo vale anche al contrario, e diventa quindi importante trovare un modo di proteggere i nostri cari incantatori fragilini ed impedire alle orde di png di avvicinarsi e squartarli. Ma questo, come si dice, è un altra storia...

mercoledì 5 ottobre 2011

Era ora

Si ricominciaaaaaaaaa

Tanto per aggiornare la data dell'ultimo post :)

giovedì 25 febbraio 2010

Non so voi, io mi sono rotto il cazzo

Va bene tutto ma ieri abbiamo toccato il fondo... un'avventura costruita da un PG, arrivata al momento topico senza la presenza del giocatore, un PG ingombrante che spesso influenza il gruppo, senza la presenza del giocatore... un PG con giocatore presente ma assente.

Risultato: 2 png veri + 3 pg interpretati non dai loro giocatori (uno da emiliano!)

Con l'aggravante che mentre il gruppo con la missione sulla nave eldanica eldanica eldanica eldanica eldanica eldanica un proto-piano l'aveva sviluppato (a fronte di una missione più semplice), il piano del gruppo con la missione nel palazzo del rajà nero (a fronte di una missione con moltissimi rischi e moltissime incognite) può essere riassunto cosi: "entriamo nel palazzo".

Trovarsi nel momento topico dell'avventura, io e franco che ci guardiamo negli occhi per decisioni che non ci competono, su situazioni lacunose per colpe degli assenti, fa veramente passare la voglia di giocare.

Forse in situazioni come queste non si doveva giocare (fermo restando che gli errori di "pianificazione" rimangono)... forse diego ha peccato su qualche PNG (ok che nessuno ha chiesto alla spia come identificare le prove, ma non ha senso che lui abbia taciuto... ) quello che è sicuro è che dobbiamo farci tutti un esamino e decidere di giocare seriamente cercando di essere più presenti e interpretando il proprio pg come asterius comanda.

che dite?

ps ah, chi s'offende per quanto ho scritto è uno scroto di scimmia. :P

martedì 9 febbraio 2010

Incantesimi non allineati

Il passaggio al nuovo sistema, tra i vari cambiamenti, ha fatto anche una vittima illustre: l'allineamento. Generalmente, come ci sta anche dimostrando la prova sul campo, ciò non è assolutamente un problema. Ma come fare nella gestione di tutta quella magia, in genere divina, che si basava proprio sul meccanismo degli allineamenti?
A dire la verità, fintanto che ci limitiamo agli incantesimi convertiti da D&D, il problema è del tutto marginale. Individuazione del Male rileva oggetti e persone che hanno intenzioni malvage a prescindere dall'indole, e Protezione dal Male è una protezione contro le creature incantate. Quindi, gli unici incantesimi che impongono una certa riflessione, per ora, sono Parola Sacra (che ricordiamo, come effetto, danneggia tutti i bersagli di allineamento diverso da quello del sacerdote che lo lancia) e Punire il Male.
La soluzione che intendo utilizzare, d'ora innanzi, è quella di valutare l'efficacia di incantesimi del genere sulla base della religione del lanciatore. Ovvero, essendo il potere conferito da un Immortale, la sua efficacia sarà tarata sulla concezione che ha quell'immortale di quella caratteristica/allineamento.
Per fare un esempio: la Chiesa di Karameikos ha precetti molto simili a quella Cristiana Cattolica. Quindi Parola Sacra, lanciata da un chierico della CdK danneggerà diavoli, demoni, altre creature extra-dimensionali malvage e/o caotiche, umanoidi, non-morti, sacerdoti e combattenti della fede di immortali malvagi e/o caotici e persone di eccezionale indole malvagia e/o caotica.
Se Martius dovesse irrompere all'interno di una normale gilda di ladri e lanciare Parola Sacra, colpirebbe solo chi tra di loro è consacrato ad un immortale malvagio/caotico e chi ha un comportamento fortemente avverso alla dottrina della CdK (tipo un ladro che prova gusto ad uccidere i suoi derubati più deboli).
Di contro un immortale, anche non malvagio, che non vede nella non-morte un alterazione dell'ordine naturale delle cose, avrebbe un Parola Sacra che non colpisce i non-morti solo per essere tali; un immortale patrono degli umanoidi e della guerra colpirebbe gli elfi e magari chi è d'indole estremamente pacifica, e così via.