sabato 28 marzo 2026

Luln’s Burning (Karameikos in Fiamme, parte 2)

 

Data di gioco: 16 Yarthmont [5] 1003 DI - 20 Yarthmont [5] 1003 DI
Data reale: Agosto 2013 - Marzo 2013 
Fonte: creazione del GM
Formazioni: 6.1
Antefatto: approfittando dell’instabilità nel granducato, il barone dell’Aquila Nera, Ludwig Von Hendriks, decide di attaccare Luln per allargare i confini della propria baronia e soggiogarla definitivamente.
Motivazione: soccorrere il loro compagno Martius, su cui grava ferale una profezia dell’immortale Kagyar, come riportato dal nano Dwalic. Martius è coinvolto nella difesa della città, poiché, come anche Frollo, ne è stato a lungo sostenitore contro le aggressioni di Von Hendriks.
Svolgimento: i nostri eroi ripercorrono a ritroso la strada compiuta solo qualche giorno, cercando di giungere a Luln il prima possibile. Fanno nuovamente una serena tappa dai Meridion a Varna, ripassano per Krakatos dove nella notte hanno inquietanti sensazioni che decidono di non indagare eccessivamente e aggirano i controlli della guardia Phorsis intorno a Specularum grazia al sapiente uso del teletrasporto. Ma è sulla strada occidentale, a metà strada tra la capitale e Luln che avviene un incontro che rimarrà nella mitologia del gruppo quasi quanto la battaglia prossima ventura. 
Il gruppo decide di fermarsi per la notte ad una locanda sul ciglio della strada, circondata dalla foresta, chiamata “La Volpe Notturna”. Tuttavia, non molto dopo il loro arrivo, alla locanda giunge una pattuglia di cavalieri della fazione ortodossa dell’Ordine del Grifone. Gli ortodossi pescano il gruppo con il sorcio in bocca, intenti a terminare la cena, eccetto per Massimo, che si era già recato agli alloggi al piano superiore. Il paladino nota la situazione e decide di guadagnare un vantaggio tattico dileguandosi per poi uscire dalla finestra. Nel frattempo, tra i suoi compagni e i cavalieri ortodossi scatta un inevitabile alterco che finisce malissimo per i secondi. I nostri eroi, forse troppo frustrati, non hanno pietà e li uccidono tutti, compreso un ultimo cavaliere che vista la mala parata si inginocchia a pregare. Quindi, corrono fuori dalla locanda per cercare di allontanarsi il più velocemente possibile e arrivati alle stalle si trovano di fronte una scena bizzarra: Massimo completamente imbrattato di sangue dalla testa ai piedi. Cosa era successo mentre loro sterminavano confratelli del paladino sulla cattiva strada? Massimo aveva guadagnato il piano terra dall’esterno non senza una certa difficoltà - come tanti altri paladini, anche lui non aveva una gran agilità e aveva invece una gran quantità di metallo addosso - e aveva subito messo in moto le meningi cercando, beato candore, un modo per fuggire senza doversi confrontarsi con i propri confratelli. Era quindi andato alla stalle con l’intenzione di liberare i cavalli degli ortodossi. Ma lì gli sorse un dubbio: potrebbero comunque recuperarli? E allora per non lasciare niente al caso, dai i tempi bui, di santa pazienza si era messo a passare a fil di spada tutte le cavalcature degli avversari. Il truculento quanto purtroppo inutile episodio è passato quindi alla storia come “Il giorno dell’olocausto equino” ed è considerato la conclamazione di un conflitto sotterraneo tra cavalli e PG che correva dall’alba del gruppo.
Con la doppia motivazione di arrivare il prima possibile a Luln e lasciarsi alle spalle in più fretta possibile il massacro della locanda, il gruppo parte alle prime luci dell’alba, giungendo alla città all’imbrunire. Hanno solo il tempo di riunirsi brevemente con Martius, Lady Sasha e compagnia, che le forze dell’Aquila Nera sono già prossime alla città e si prevede attaccheranno la notte stessa, approfittando dei loro numerosi plotoni di umanoidi. 
La previsione si rivela azzeccatissima. Appena le ultime luci si spengono dietro l’orizzonte e l’oscurità piomba sulla città, orde di goblinoidi scendono dalle vicine colline infrangendosi contro le mura della città. Le difese sembrano tenere e ci si chiede speranzosi se forze l’arroganza di Von Hendriks l’abbia spinto a sottovalutare il valore dei lulniti, quando esplode la tragedia. Ed esplode letteralmente, perchè mentre il gruppo e i loro alleati erano sulle mura ad osservare l’assalto nemico in attesa di agire, Martius viene colpito da una palla di fuoco che lo sbalza all’esterno. Il responsabile è nientepopodimeno che Bargle l’infame che si rivela a cavallo di una scopa volante dall’invisibilità che lo celava per poi svignarsela. La sorpresa e la rabbia lasciano posto all’azione. Aleksiev con la magia si lancia alla ricerca del corpo del vecchio amico. Quando lo individua però si trova ad assistere ad una strana scena: uno sconosciuto incappucciato, abbigliato con una tunica cangiante di chiara fattura alphatiana, è chino sopra il corpo del sacerdote, inondandolo di azzurrina luce esoterica con una gemma. Lo sconosciuto appena resosi conto di essere osservato, ripone la gemma e scompare, come se s’infilasse in una fessura nella realtà. Aleksiev viene raggiunto da Massimo, ovviamente in ansia per la sorte del fratello, e i due a loro volta vengono scovati da una squadra di scagnozzi di alto rango di Von Hendriks. Ne scaturisce un inevitabile scontro, mentre sullo sfondo continua l’assalto alle mura cittadine, al quale uno dopo l’altro giungono tutti i membri del gruppo mancanti. Riescono ad avere la meglio della squadra della baronia, tanto da catturarne due (il mago Pamphilion e il nano Ored Forteruggito. Potere dei resoconti digitali!). Con la ritrovata libertà di azione, Florin tenta di resuscitare Martius tramite Occhio del Vortice, ma la spada va in confusione. Sembra perdersi, sconnessa, nei pensieri. 
C’è ancora tutta una battaglia da combattere, perciò il gruppo rientra in città dividendosi: Aleksiev e Massimo vanno a consegnare il corpo esanime di Martius in mani sacerdotali, mentre gli altri sfruttano la magia geomantica di Dwalic, portandosi dietro l’altro nano ostaggio. Il mago non è stato abbastanza convincente con Aleksiev che l’ha arso vivo con un incantesimo. Il sempre ligio Frollo si incarica di portare in cella Ored, scelta che si rivela fortuita perché al palazzo del borgomastro incappa in un gruppo di goblin assassini infiltrati sul punto di uccidere Lady Sasha. L’intervento dell’halfling salva Lady Sasha, tuttavia ferita e bisognosa di assistenza. Frollo se la cavallerescamente incolla in cerca di soccorso, il quale si presenta nel fortuito incontro con Florin. Questa volta Occhio del Vortice non ha tentennamenti e stabilizza la donna. Il sospiro di sollievo dei due viene subito strozzato da un grande boato nelle vicinanze. Uno dei cancelli principali della città ha ceduto e la cavalleria dell’Aquila Nera sta già incominciando ad entrare alla carica. Fortunatamente arrivano gli altri PG e tutti insieme riescono a respingere i cavalieri e a chiudere la breccia con un’astuta combo di tradizionale violenza, palla di fuoco a pulire e muro di pietra a sbarrare l’apertura. 
In quell’istante, i più accorti del gruppo, con la coda dell’occhio, beccano Bargle aggirarsi su uno dei tetti vicini. Dwalic lo raggiunge con un balzo prodigioso e gli fa saltare di mano la scopa volante prima che la possa usare per fuggire. Aleksiev, fiutando l’epica kill, si teletrasporta sul tetto, ma Bargle, che è infame ma mica scemo, si tramuta in nube gassosa e fugge attraversando le assi di legno del pavimento. Il principe si consola requisendo la scopa volante dell’avversario che usa subito per una ricognizione aerea della situazione. La sua palla di fuoco di prima ha fatto scempio anche fuori le mura dei cavalieri e delle loro cavalcature, mentre dentro i suoi compagni stanno finendo i pochi entrati e, anche questa volta, le rispettive cavalcature (la guerra è primariamente contro il mondo equino. Poi viene il resto).
Il gruppo ha un breve consiglio di guerra e decide che il modo migliore per sfruttare le loro caratteristiche sia colpire direttamente l’accampamento dell’Aquila Nera. Il capitano della milizia di Luln approva e benedice il piano. Escono di nuovo dalla città e si avvicinano furtivamente con un misto di abilità e magia, che purtroppo non risulta sufficiente per la percezione notturna degli orchetti. Saltato il fattore sorpresa, parte ciò per cui il gruppo eccelle: la caciara a fare più danno possibile. L'accampamento e i suoi occupanti vengono attaccati con tutto il potenziale offensivo a disposizione dei nostri eroi. Lo scontro risulta sospettosamente breve, così come le forze a difesa dell’accampamento sospettosamente poco numerose. Esplorano l’accampamento palmo a palmo, trovando anche la tenda personale di Von Hendriks, camuffata in mezzo a quelle normali. Nessuna traccia del viscido barone, purtroppo. Non rinvenendo nient’altro di rilevante, danno alle fiamme l’accampamento nemico e rientrano in città.
Un’amara realtà li attende. Le guardie all’accampamento erano poche, perché il grosso delle forze della baronia era impegnato in un attacco a sorpresa, risultato decisamente efficace. Era stata aperta una breccia nelle mura e cavalieri, soldati e goblinoidi nemici ormai sciamavano dovunque. La battaglia era di fatto conclusa, e Luln aveva perso. Il gruppo decide di provare almeno a salvare il salvabile. Facendosi strada con le ultime energie rimaste nel mezzo della forze nemiche, già impegnate a stanare le persone casa per casa, il gruppo raggiunge il tempio dove erano stati raccolti i feriti, compresi Lady Sasha, e dove era anche custodito il corpo di Martius. Lo trovano assediato da una banda di gnoll, comandati da uno scagnozzo di Von Hendriks, che non sono riusciti a entrare nell’edificio grazie alla strenua difesa di un bizzarro straniero che combatte con un’alabarda compiendo grandi balzi ed acrobatiche evoluzioni. I nostri eroi sgominano gli gnoll e si barricano dentro al tempio. Uno stratagemma destinato a non durare, già si odono altre grida all’esterno. Viene escogitato un piano di fuga. Florin con Occhio del Vortice il più possibile gli indigenti per permettergli di camminare. Dwalic con la sua magia divina apre un tunnel per raggiungere l’esterno della città.
Ai primi chiarori, i fuggitivi raggiungono le colline boscose ad est della città e lì incontrano un altro centinaio di sopravvissuti, guidati da uomini della milizia. I miliziani sono sollevati dallo scoprire che Lady Sasha è ancora viva, la quale, indomita, annuncia di voler rimanere nei paraggi per organizzare una resistenza alle nefandezze di Von Hendriks. Massimo appare colpito più di altri dalla forza di volontà della donna. Dopo una discussione con Lady Sasha, si rivolge ad Aleksiev e gli chiede rilasciarlo dall'obbligo preso col padre di proteggerlo. Per onorare il fratello, intende farsi carico del futuro di Luln, prendendo il comando militare della Resistenza. E così, privi di un compagno, e con una cocente sconfitta sulle spalle, i restanti membri del gruppo valutano il da farsi. 



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