Data di gioco: 20 Yarthmont [5] 1003 DI - 23 Yarthmont [5] 1003 DI
Data reale: Marzo 2014 - Maggio 2014
Fonte: creazione del GM
Formazioni: 6.2
Antefatto: persa Luln e vista ineluttabilmente dipanarsi davanti ai loro occhi la profezia del biondo nano, costata la vita al vecchio compagno Martius, i nostri eroi si ritrovano ancora con un granducato in subbuglio e troppe domande.
Motivazione: trovare a abbastanza risposte da poter formulare un piano per rimettere le cose a posto per quanto possibile.
Svolgimento: la mattina dopo l’infausta battaglia, i nostri sono a rimuginare sul da farsi quando gli si riavvicina il bizzarro straniero armato d’alabarda che contribuì a difendere i feriti nel tempio la notte precedente. L’uomo, molto prestante fisicamente, con la testa rasata e indosso una modesta tunica colorata, si presenta come Zang Fu, monaco errante proveniente dalla lontana Ochalea. Il monaco sta intraprendendo un viaggio di scoperta filosofica e, dati gli evidenti pericoli, preferirebbe non continuare il suo peregrinare in solitaria. Aleksiev lo mette in guardia che seguire loro non sarà meno pericoloso, ma lo straniero è più interessato all’esperienza di viaggio in gruppo. La formazione passa quindi alla 6.2.
Acquisito questo “insperato” compagno di viaggio dopo l’abbandono di Massimo, il gruppo decide di prendere il toro per le corna e tornare a Specularum per iniziare a cominciare a capirci qualcosa. Per sicurezza, Aleksiev teleporta tutti alla cieca nella locanda di famiglia di Frollo, che è proprio sulla piazza del castello. La locanda è chiusa e in condizioni pessime: porte e finestre sbarrate da assi di legno inchiodate, mobilia e suppellettili ribaltate e distrutte, cibarie sparse e marcite, animali e insetti dovunque. Evidenti segni di abbandono conseguenti alla fuga della famiglia Grandepiatto. All’esterno la situazione è ancora più deprimente. Florin si concede un lunga sbirciata tra le assi e inquadra una lunga fila di teste infilzate su picche esposte tra le merlature del castello.
Per non sapere nè leggere nè scrivere, allora fischiano, usando il richiamo della tortorella di Scintilla. Il Re dei Ladri si presenta la notte stessa, portandogli brutte notizie. Dopo la loro fuga, il Duca ha aumentato considerevolmente la sorveglianza al castello, impiegando anche dei maghi della gilda. L’unico che potrebbe aiutarli è il castellano Garnelios (Che non è Cordelius, il ministro. Sì, lo so…).
Dopo un’ulteriore giornata rinchiusi nella locanda, passata principalmente a fare conoscenza col nuovo arrivato - io non ne ho memoria, ma devono aver esaurito tutte le loro più singolari curiosità durante quelle ore, poiché da lì in poi non saranno rivolte più domande personali a Zang - Scintilla si presenta con dei vestiti logori. I PG dovranno indossarli e sarà poi un ragazzino traladarano a trascinarli per il più malfamato sobborgo di Specularum, il Nido, per l’incontro col castellano.
Durante il percorso, i nostri eroi s’imbattono in una pattuglia di quei fanatici dei Figli di Halav intenti a malmenare un poveraccio. Seguendo una lunga tradizione di non interferenza quando non c’è nulla da guadagnare, i più fanno per tirare dritto, ma il monaco e il nano, che sono improvvidamente usciti di casa con una coscienza, decidono di intervenire. Zang riesce astutamente a risolvere la questione con una specie di mossa Kansas City (che a Mystara sarà…boh! La mossa Darokin City?): finge di picchiare ancora di più il poveraccio, estromettendo i Figli di Halav, per poi lasciarselo scappare.
Terminato il simpatico intermezzo, i nostri eroi arrivano ad una delle peggiori taverne di Specularum. Lì, un Garnelios in incognito, li mette al corrente sia di avvenimenti passati che più recenti. Fornisce maggiori dettagli su tutto ciò che gli raccontò Cordelius e conferma di non avere idea di che fine abbiano fatto sia Teldon che Alexius Korrigan, dopo aver aiutato la duchessa e il resto della famiglia a fuggire. Le teste infilzate sulle picche al castello sono tutte quelle degli uomini dell’ex-ministro Cordelius, il quale è previsto subirà la medesima sorte. Inoltre al castello è tenuta anche ostaggio la figlia del barone di Vorloi, lady Marianna, per garantirsi la lealtà del potente padre. Gli conferma purtroppo anche quanto detto da Scintilla, la sorveglianza al castello è diventata strettissima. Il massimo che potrà fare per loro sarà creare un diversivo, se necessario.
Con queste nuove informazioni le 5 teste più la gemma di Occhio del Vortice si spremono per una giornata intera, vagliando tutto il vagliabile, per poi giungere ad una conclusione unanime: sfruttare il diversivo del castellano per infiltrarsi nel castello e liberare con un blitz Cordelius e lady Marianna. Così la notte successiva, dopo aver attivato Garnelios, tutto è pronto. Allo scattare del diversivo, Dwalic evoca degli spiritelli della Terra che trasportano sotterraneamente il gruppo nella vecchia magione diroccata dei Marilenev all’interno delle mura del castello. Gli spiritelli vengono inviati a fare trambusto in altre zone del castello, mentre i PG raccolgono tutto ciò che è infiammabile e appiccano un fuoco che rapidamente si spande per la magione in rovina. Approfittando del caos conseguente, il gruppo accede al castello dalle stalle e comincia prontamente la ricerca dei due prigionieri. Tuttavia, Aleksiev scopre immediatamente che le scale del castello sono tempestate di sigilli di protezione. Avanzare diventa ben presto un complicato gioco di dama, tra protezioni magiche, guardie e novizi della gilda dei maghi. Uno dei passaggi evidentemente allerta il duca Stefano che si presenta a confrontare personalmente i PG con un nutrito gruppo di guardie. Aleksiev e Frollo provano a ragionare con Stefano, chiedendogli conto dello stato del regno e di molte delle sue azioni. Il Duca, sprezzante e paranoico, non cede di un millimetro e ribatte con la sua versione dei fatti, insistendo nel conoscere l’identità di chi li ha aiutati a fuggire. Aleksiev nega di sapere chi sia stato e chiede al padre un atto di fiducia: riporre le armi e parlarne con calma il giorno dopo. Stefano, senza smettere di sembrare severo e distante, accetta e dice al gruppo di trovarsi una stanza. Scelgono quella di Valen, fratello di Aleksiev, dove passeranno la notte con gli occhi sbarrati.
Al sopraggiungere della mattina, i nostri eroi vengono convocati a colazione dal Duca. La tavola è riccamente imbandita di cibi e bevande. Una tentazione, dopo le dure giornate passate, ma non sufficiente a guadagnarsi la fiducia del gruppo che finge attentamente di bere. Il sospetto risulta corretto, ma leggermente fuori fuoco. Dopo una decina di minuti cominciano tutti a sentirsi soffocare, eccetto Frollo (il quale è immune per un ben preciso motivo). Stefano, però non se ne rende conto, e pensando di aver sbrigato la pratica, si allontana dalla sala con un ghigno beffardo.
Dopo qualche istante di disorientamento, si scatena il parapiglia. L’immune Frollo e il soffocante Zang si lanciano all’inseguimento del duca Stefano; il nano Dwalic potrebbe curare il veleno con le proprie preghiere magiche ma il soffocamento gli impedisce di vocalizzare; Aleksiev non si perde d’animo e, avendo riconosciuto il veleno, si mette a comporre un rimedio con la roba a sua disposizione. Il Duca vedendosi raggiungere da monaco e mezzuomo chiama a sé le guardie, alle quali subito dopo si aggiungono Dwalic e Florin, pronti a vender cara la pelle pur se sotto l’effetto del veleno. Lo scontro prende a svilupparsi in movimento, con Stefano che cerca di raggiungere la poco distante sala del trono. Le guardie accorse vengono messe fuori gioco abbastanza agevolmente, ma è il comportamento marziale del Duca a lasciare stupiti i PG. Prima notano come i loro attacchi non sembrino ferirlo come dovrebbero e come vedono accadere alle guardie, poi in un paio di occasioni si libera da loro prese ricoprendosi di fiamme e inoltre bersaglia anche frollo con un globo infuocato. C’è decisamente qualcosa di sospetto, ma queste sconosciute abilità concedono un netto vantaggio al duca contro i suoi avversari. Nel frattempo, Aleksiev, grazie alla sua perizia alchemica, ha prodotto due dosi di antidoto. Ne assume una, lascia l’altra a Dwalic che stava rientrando e si teletrasporta con Porta Dimensionale nella sala del trono, dove il nano lo aveva informato che stessero combattendo gli altri. Apparendo nella sala che tanto gli è famigliare, Aleksiev trova il supposto padre bloccato in una serie di parate e fendenti agili e feroci da Frollo che saetta da una parte all’altra. Senza tante cerimonie, investe Stefano con colpo di energia magica, spedendolo addosso al muro alcuni metri dietro di lui. Il corpo del duca produce un rumore sordo per poi accasciarsi tramortito a terra mentre un arazzo gli cala sopra. Nella sala sciamano tutte le restanti guardie del palazzo, cominciando ad urlare ordini di resa e richieste di spiegazioni. Aleksiev le ammutolisce con uno sguardo deciso, e perentorio dichiara: “Ora qui comando io”. Dietro di lui, per dare forza all’affermazione, e, spero, perché ormai convinto che quello non fosse veramente il Duca, Frollo impala il corpo con la sua arma attraverso l’arazzo. Le guardie esterrefatte e confuse non si muovono e chiedono ulteriori lumi, mentre Aleksiev va a sedersi solennemente sul trono.
Ma ecco che come nei migliori film horror degli anni ‘80, arriva il colpo di coda del mostro. Frollo si china per esaminare il corpo del duca quando questi da sotto l’arazzo lo afferra alla gola con una morsa ferrea.
Aleksiev a quel punto, con freddezza e prontezza di riflessi, interviene teletrasportando Stefano nel suo ex-laboratorio, ora prigione anti-magica (Non funziona così in D&D, ma in quel momento stavamo usando l’Hero System. Lo poteva fa!).
Gli animi si acquietano e la situazione si distende. Gli altri PG arrivano, curati da Dwalic che di suo si era liberato del veleno con l’antidoto del principe. Aleksiev entra subito di diritto nel suo nuovo ruolo e comincia a dispensare ordini a destra e manca: fa tornare le guardie al proprio posto, chiede di poter parlare con lady Marianna e annulla l’esecuzione dell’ex-ministro Cordelius. Frollo, nel mezzo di quest’orgia di dirigismo, decide di andare a controllare cosa ne è del duca Stefano nella sua prigione.
Ma nella prigione non c’è il duca, bensì un demone.


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